Unimont ad EXPO per un focus su “Landscape Restoration in Mountain Areas”

Sabato 24 ottobre alle 14.30 si terrà al Padiglione Italia in EXPO il convegno internazionale:  “Forest Landscape Restoration: a new approach to mitigate soil erosion”. Il convegno, aperto da Consolata Siniscalco  – Presidente della  Società Botanica Italiana  e  Bartolomeo Schirone – Vice-President – Società Italiana di Restauro Forestale /SERE, prevede una serie di interventi scientifici  sul tema dell’erosione del suolo e del cambiamento climatico, concentrando l’attenzione sulle possibili strategie di mitigazione del fenomeno, anche attraverso interventi e/o una appropriata gestione della foresta.

UNIMONT porterà il proprio contributo all’incontro con una relazione dal titolo: “Landscape Restoration in Mountain Areas”. Presentata da Anna Giorgi, con il contributo di Giambattista Bischetti e Luca Giupponi, la comunicazione focalizzerà l’attenzione sulle attività in corso presso la sede di Edolo  di UNIMONT sul tema della gestione e del monitoraggio della foresta in montagna ai fini dei ruoli di  protezione,  produzione (coltivazione, certificazione, ecc. ) e di generazione  di servizi ecosistemici (carbon sink, biodiversità, paesaggio ecc.) che il paesaggio montano è in grado di garantire.

Si tratta dell’ultimo dei numerosi  incontri sul tema montano tenutisi in EXPO, incontri ai quali UNIMONT ha sempre partecipato attivamente.

In particolare, il 22 ottobre, si è discusso in una dimensione Europea di sistemi locali di produzione agroalimentare, importantissimi per l’economia  delle aree rurali periferiche e montane. La presentazione del position paper sul tema, sottoscritto da 20 stati / regioni europee pone le fondamenta per un impegno congiunto internazionale verso la valorizzazione delle risorse dei territori e delle aree remote.

Inoltre, il 21 ottobre ad EXPO, in occasione dell’incontro “Montagna: emozioni e governance”, è stata rappresentata la necessità di contrastare lo spopolamento e l’abbandono dei territori attraverso politiche capaci di portare in primo piano la “biodiversità delle esperienze degli uomini” e di predisporre con consapevolezza le condizioni perchè i giovani possano realizzare i loro progetti imprenditoriali e professionali in montagna, facendola diventare il loro futuro.


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