18 Giugno 2015

RAPPORTO MONTAGNE ITALIA, IL VOLUME SCARICABILE IN PDF SUL SITO UNCEM‏

La fotografia del territorio montano italiano che emerge dal Rapporto Montagne Italia – presentato a Roma alla Camera dei Deputati mercoledì 17 giugno 2015 e realizzato dalla Fondazione Montagne Italia – restituisce la fotografia di uno spazio la cui funzione strategica troppo spesso sfugge alla politica nazionale. Su quel 58,2 % di territorio nazionale, sul quale risiede una popolazione di 14.310.751 abitanti in oltre 4200 comuni, quasi un quarto della popolazione italiana, si gioca infatti la sfida della modernità

La montagna italiana, in moltissimi Comuni, oggi è un luogo dove si sperimentano politiche di integrazione e un nuovo welfare di comunità. La montagna conosciuta come luogo dal quale emigrare, che fino agli anni Novanta ha perso, sia sugli Appennini che sulle Alpi, decine di migliaia di abitanti, oggi diventa territorio che torna a crescere, con un aumento della popolazione dopo lunghi e non uniformi periodi di declino. La montagna mostra una capacità diversa di accogliere e ospitare i nuovi flussi di migrazione di lungo raggio, sino a fare degli stranieri una componente rilevante delle forze di lavoro.

ramoitfoto M. Bussone

È una delle immagini positive e inattese che emergono dal Rapporto Montagne Italia, realizzato dalla Fondazione che unisce Uncem e Federbim, presentato oggi alla Camera dei Deputati, a Roma. Un attento lavoro di analisi, quantitativa e qualitativa sulle Terre Alte e sul loro legame con le aree urbane italiane, che arriva a nove anni dal precedente studio di questo tipo realizzato dal Censis. Nuovo welfare, ma anche nuova economia e apertura al terziario e all’innovazione. Non senza la necessità di una maggiore coesione tra i Comuni, moltissimi con meno di mille abitanti, capaci insieme di superare la delicata fase di riorganizzazione istituzionale che ha prima visto l’evoluzione delle Comunità montane e poi una soppressione delle Province, entrambe erogatori di servizi e luoghi istituzionali capaci di mediare il dialogo delle aree montane e rurali con le zone metropolitane e urbane.

Sul tema della formazione, sulla costruzione culturale di processi, è intervenuta Anna Giorgi, docente e responsabile dell’Università della Montagna di Edolo e direttore del centro di ricerca GeSDiMont.

Leggi l’articolo completo sul sito UNCEM
Scarica il Rapporto Montagne Italia dal sito UNCEM
Leggi il comunicato stampa diffuso a seguito della presentazione dello studio
Leggi l’articolo del Sole 24Ore.


Iscriviti alla newsletter