Si è concluso oggi, lunedì 9 febbraio, presso il Polo UNIMONT sede di Edolo dell’Università degli Studi di Milano, l’evento finale del Next Gen 26 Camp, il laboratorio itinerante promosso dal Ministero dell’Istruzione e del Merito che ha trasformato le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 in una vera e propria officina didattica.
L’incontro di restituzione si è aperto con l’intervento di Lorenzo Micheli, coordinatore di Next Gen 26 Camp, progetto promosso dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, che ha illustrato il percorso svolto e i valori alla base di questa iniziativa. A seguire, i saluti istituzionali del Sindaco di Edolo Luca Masneri, il quale ha evidenziato l’importanza di progetti come questo per la montagna e il legame con il territorio. La Prof.ssa Anna Giorgi, Responsabile del Polo UNIMONT sede di Edolo dell’Università degli studi di Milano, ha poi presentato il ruolo e la missione del polo, sottolineando la montagna come patrimonio condiviso e spazio di alleanza tra scuola, ricerca e territori.
Al centro dell’iniziativa il lavoro degli studenti degli Istituti di Istruzione Superiore coinvolti, chiamati a raccogliere la sfida di progettare un’unità di apprendimento a partire dal programma di educazione olimpica. Un percorso di ideazione e sperimentazione fondato sui valori veicolati dall’Olimpiade, tra cui inclusione, rispetto, cooperazione e relazione con il territorio montano, tradotti in proposte didattiche concrete e interdisciplinari. Cuore dell’evento è stata la presentazione del progetto “Classe Olimpica”, con gli studenti protagonisti nel racconto dei percorsi formativi sviluppati.
A conclusione della mattinata sono intervenute anche la Prof.ssa Raffaella Zanardini, Dirigente dell’Istituto d’Istruzione Superiore “Meneghini” di Edolo, e la Prof.ssa Annalia Todaro, Dirigente dell’Istituto d’Istruzione Superiore “Odierna” di Palma di Montechiaro e Scuola Polo nazionale del progetto, richiamando l’importanza di una progettazione educativa capace di dialogare con i grandi eventi. L’iniziativa ha confermato il valore di un modello educativo innovativo che intreccia scuola, università e territorio, riconoscendo la montagna come laboratorio privilegiato di sperimentazione pedagogica.