Firmato il Protocollo d’Intesa tra DISAA ed Esercito Italiano

Martedì 19 aprile, è stato siglato nella Base Logistico-Addestrativa dell’Esercito di Edolo (Bs), il protocollo di intesa tra Università degli Studi di Milano – Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali e l’Esercito Italiano.
L’accordo è stato sottoscritto dal capo V° Reparto affari generali dello Stato maggiore dell’esercito, il generale di divisione Giuseppenicola Tota e dal direttore del Dipartimento di scienze agrarie ambientali dell’Università degli Studi di Milano
professor Gian Attilio Sacchi, alla presenza del sindaco di Edolo, Luca Masneri, sono anche intervenute numerose autorità sia civili, sia militari (generale di brigata Cittadella, il Colonnello comandante della Base che ha fatto gli onori di casa).
L’obiettivo di tale accordo è di rendere più intenso e proficuo il rapporto tra studenti ed università e di arricchirlo con ulteriori contenuti in sinergia con le istituzioni militari, prendendo ad esempio protocolli già sperimentati in numerose università europee e statunitensi.
«Quello firmato è un accordo molto importante – ha affermato il generale Tota – perché credo decisamente nello spirito d’integrazione tra Esercito e Istituzioni. Il Protocollo è l’espressione di una Forza Armata aperta, che ha voglia di guardare al territorio per promuoverne lo sviluppo, in collaborazione a tutti i partner istituzionali».
L’Esercito italiano intende essere sempre più attivo in un contesto sia nazionale ed internazionale ormai in continua evoluzione.
Università ed Esercito un binomio strategico che rilancia il ruolo della conoscenza e della cultura nello sviluppo dell’economia lombarda e nazionale e darà un impulso al processo di rinnovamento delle Forze Armate che costituiscono un elemento imprescindibile per la tutela dei valori fondanti sui quali si basa la nostra società. Come ha sottolineato il generale di divisione Tota il protocollo d’intesa «è un primo significativo passo nella direzione di quella collaborazione tra istituzioni di cui tanto si sente l’esigenza oggi nel nostro Paese. Aprire alla società l’Esercito, inteso come strutture e persone, è il secondo obiettivo che il protocollo ha sottolineato nel solco di un percorso intrapreso da tempo».

Fonte: Donatella Sambalat, www.valtellinanews.it, 19 aprile 2016


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