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Nome progetto
Area di Interesse

LA CAPRA BIONDA – L’importanza della razza autoctona nell’ambiente adamellino

informazioni
Anno di inizio:
2015
Stato progetto
Attivo
Ente promotore
GAL Valle Camonica Val di Scalve
Ricercatore di riferimento
Alberto Tamburini
Descrizione progetto di ricerca

Il progetto “LA CAPRA BIONDA: L’IMPORTANZA DELLA FAUNA AUTOCTONA NELL’AMBIENTE ADAMELLINO” si sviluppa nel contesto montano della provincia di Brescia e in particolare in Valsaviore, territorio composto da cinque comuni e ubicato perpendicolarmente alla medio alta Vallecamonica.
L’allevamento dei piccoli ruminanti ha rappresentato, per la storia dei territori montuosi italiani, un’attività zootecnica di indubbia importanza e ha da sempre avuto la funzione di consentire lo sfruttamento, attraverso pratiche più estensive, di pascoli meno ricchi, permettendo l’utilizzazione di nuove terre e, successivamente, l’introduzione di specie animali più esigenti.
Il settore caprino è fortemente caratterizzato dalla presenza, in Valle, di una razza autoctona, la “Capra Bionda dell’Adamello”, che contraddistingue fortemente anche le produzioni casearie perché con il suo latte viene prodotto un formaggio unico nel suo genere, il “Fatulì”, che ha riscosso particolari apprezzamenti dal mondo della ristorazione e della gastronomia in generale.
La “Capra Bionda dell’Adamello” è una specie ad alto rischio di estinzione. Questo rischio deriva dal progressivo imbastardimento della razza negli allevamenti montani, motivato dalla scarsa produzione di latte dei capi autoctoni (la capra bionda produce circa il 40 per cento di latte in meno rispetto ad altre specie di capre montane). Per questo motivo molti allevatori, che preferiscono avere una maggiore quantità di latte da lavorare anziché un prodotto unico nel suo genere, non solo non curano, ma nemmeno favoriscono la continuità della razza autoctona. L’impegno profuso negli ultimi anni dalle comunità locali per la salvaguardia di tale specie inizia a dare i primi, timidi risultati, ma non è ancora sufficiente per garantire una piena ripresa della diffusione e stabilità della razza sul territorio. Si prospetta quindi un danno elevatissimo sia all’economia locale (con la perdita dell’unicità di provenienza del latte, i suoi derivati diventano assimilabili a molti altri) che all’ecosistema (l’estinzione di una razza autoctona e l’abbandono progressivo dei pascoli ad essa dedicati).
Pertanto è stato deciso di investire nel presente progetto che saprà garantire un considerevole ritorno in termini ambientali oltre che di indotto e occupazione con la messa in funzione del Centro di tutela della razza autoctona “Capra bionda dell’Adamello” in apposito stabile situato in località Fresine nel territorio comunale di Cevo. L’azione veicolerà l’immagine della “Capra Bionda” come vera e propria risorsa per promuovere il territorio sia in termini faunistici che enogastronomici e quindi assicurare una crescita complessiva per il territorio di riferimento. Il centro non sarà soltanto una stalla per l’allevamento ma avrà appositi spazi (interni ed esterni) adibiti a caseificio, centro eventi, centro stabile di ricerca e didattica faunistica, spaccio.

Obiettivi del progetto

Con la messa in funzione del Centro di tutela della razza autoctona “Capra Bionda dell’Adamello” ci si prefigge di:

  • Salvaguardare una razza autoctona altrimenti in via di estinzione;
  • Mantenere delle tradizioni legate alla zootecnia e ai prodotti tipici (in particolar modo il “Fatulì”);
  • Recuperare il territorio pastorale, altrimenti abbandonato;
  • Creare opportunità occupazionali;
  • Valorizzare e promuovere il territorio dei cinque comuni in oggetto, della Valsaviore stessa e della Valcamonica in generale;
  • Incrementare la Produzione Lorda Vendibile (PLV) delle Aziende coinvolte.

UNIMONT sarà chiamata ad attivare un monitoraggio specifico con canoni accademici che possa portare la funzione di “ricerca” all’interno del centro di tutela. Prevista anche la creazione di un comitato di monitoraggio, coordinato dall’Università, che si riunisca almeno una volta al bimestre e che esamini i dati provenienti dall’attività di ricerca e controllo dell’andamento di progetto.

Impatto previsto

Ampia la rosa di risultati generati dal progetto:

  • SALVATAGGIO DELLA PRESENZA SUL TERRITORIO DI UNA SPECIE AUTOCTONA: Una volta raggiunto l’obiettivo di incrementare addirittura del 30 per cento il numero dei capi considerato puri la specie “capra bionda dell’Adamello” potrà essere finalmente esclusa dall’elenco delle specie a rischio di estinzione e ritagliarsi, attraverso la procreazione naturale dei capi, uno spazio significativo nell’ecosistema che si affaccia alle pendici dell’Adamello.
  • IMPEDIRE CHE IL TERRITORIO ADIBITO A PASCOLO DIVENGA ABBANDONATO: questo comporterebbe un danno ingentissimo all’ecosistema locale. I terreni adibiti a pascolo vengono tenuti in buono stato, curati e mantenuti “sani” rispetto al dissesto idrogeologico. Il calo del comparto comporterebbe l’abbandono di vaste aree di terreno, il progressivo imboschimento selvaggio. Le problematiche ambientali che potrebbero derivare sarebbero disastrose.
  • INCREMENTO DEL VOLUME ECONOMICO LEGATO ALLA COMMERCIALIZZAZIONE DEI DERIVATI: L’obiettivo declinato nell’aumento del prodotto commercializzabile sfocia nell’incremento del fatturato di settore e quindi del volume d’affari delle micro aziende produttrici e del centro di tutela stesso.
  • MESSA IN FUNZIONE DEL CENTRO DI TUTELA DELLA RAZZA AUTOCTONA “CAPRA BIONDA DELL’ADAMELLO”: che permetterà di svolgere una funzione altamente scientifica e specialistica nell’ambito dell’allevamento di questa specie. Il centro sarà composto dalla stalla di allevamento, dall’annesso caseificio per la produzione dei derivati, dallo spaccio dedicato alla commercializzazione, dagli spazi adibiti alla ricerca e alla didattica e da spazi (interni ed esterni) dedicati agli eventi.
  • DIMINUIRE IL GRADO DI DISOCCUPAZIONE DEI SOGGETI SVANTAGGIATI: Inserendo almeno due figure all’interno del centro di tutela che possano occuparsi del supporto agli allevatori nelle attività zootecniche, della commercializzazione del prodotto derivato e dell’amministrazione del centro stesso.
  • ATTIVAZIONE DI UN MONITORAGGIO CONTINUO: Dopo avere conseguito il risultato di protezione della purezza della razza, un risultato seguente è quello di attivare un monitoraggio continuo che ne impedisca in ogni modo l’imbastardimento. Non è considerabile come obiettivo perché è per lo più il frutto di un risultato acquisito: la tutela della purezza comporta un monitoraggio continuo.
Partner coinvolti

PARTNER:

  • GAL VALLECAMONICA
  • COMUNITA’ MONTANA VALLECAMONICA
  • UNIONE COMUNI DELLA VALSAVIORE
  • “AGRICOLA ONLUS” SOCIETA’ COOPERATIVA SOCIALE

SOSTENITORI ESTERNI:

  • GE.S.DI.MONT.
  • COOPERATIVA CISSVA
  • ASSOCIAZIONE ALLEVATORI “CAPRA BIONDA DELL’ADAMELLO”
  • ASSOCIAZIONE DEI PRODUTTORI DEL FORMAGGIO FATULI’ DELLA VALSAVIORE
  • ASSOCIAZIONE PROVINCIALE ALLEVATORI
Contatto di riferimento
Alberto Tamburini

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