17 Luglio 2018

La lana di scarto, una risorsa per l’agricoltura montana?

Sabato 21 luglio 2018, Legambiente Valchiavenna Onlus insieme all’Istituto per lo Studio delle Macromolecole (ISMAC) del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) sede di Biella, con il patrocinio di UNIMONT – Università della Montagna (Centro d’Eccellenza dell’Università degli Studi di Milano), organizza una dimostrazione per proporre usi agricoli innovativi degli scarti della tosa, quali la pacciamatura e il biofertilizzante ottenuto mediante tecnologie “verdi” a impatto ambientale zero.

Un problema attuale della pastorizia è lo smaltimento della lana di scarto che deriva dalla tosa di pecore da carne o che producono lana non idonea al settore tessile. La tosa è necessaria una/due volte l’anno per ragioni di benessere animale e la lana che ne deriva deve essere smaltita con notevoli spese da parte dei pastori.

Molte volte lo smaltimento viene realizzato con il seppellimento o la combustione, entrambi soluzioni molto impattanti dal punto di vista ambientale. Come nella filiera del legno, è importante trovare soluzioni di economia circolare dell’allevamento ovino per permettere ai pastori di ricavare un guadagno anche dai prodotti di scarto oppure utilizzare in prima persona i prodotti derivanti dalla lana sucida per migliorare i loro pascoli e il territorio.

Per scoprire di più…

LOCANDINA


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